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    Archivio Luglio 2007

    CALCIOPOLI 20 IMPUTATI ASS. A DELINQUERE

    di kingsun1 (10/07/2007 - 18:50)

    Calciopoli: 20 imputati associazione
    Anche gli arbitri Racalbuto, Cassara', Dattilo e Bertini
    (ANSA) - NAPOLI, 10 LUG - Sono 20, e non 16, gli imputati di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva nell'ambito dell'inchiesta su "Calciopoli". L'elenco: Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Paolo Bergamo, Pier Luigi Pairetto, Tullio Lanese, Massimo De Santis, Maria Grazia Fazi, Gennaro Mazzei, Francesco Ghirelli, Duccio Baglioni, Ignazio Scardina, Mariano Fabiani, Salvatore Racalbuto, Stefano Cassara', Antonio Dattilo, Paolo Bertini, Marco Gabriele.Tiziano Pieri e Marcello Ambrosino.

    IL TESORO DI MOGGI 150 MILIONI DI E

    di kingsun1 (09/07/2007 - 19:17)

    Calciopoli, maxiprocessi in arrivo

    Pronti rinvii a giudizio e udienza Gea

    Calciopoli si avvia al secondo atto. Secondo 'La Repubblica' la Procura di Napoli sta per emettere i rinvii a giudizio dei 48 indagati per associazione a delinquere per frode sportiva. Mentre a Roma si apre il processo alla Gea di Alessandro Moggi, accusata di aver distorto il mercato calcistico degli ultimi anni. Si cerca anche il "tesoretto" di Luciano Moggi che, fonti dei Pm, vorrebbero allo Ior, la banca vaticana.

    Calciopoli atto secondo. Dopo un anno tornano ad affacciarsi nelle varie procure tutti quei "furbetti del quartierino" calcistico, facce note e meno note, atti alla mano, negli anni passati, con i loro intrighi, hanno letteralmente sconvolto il mondo del pallone nostrano. Dopo le sentenze di Caf, Corte Federale e Camera di Conciliazione del Coni, dopo i ricorsi al Tar del Lazio, adesso spetta alle procure il compito di indagare e fare ulteriore chiarezza. Napoli e Roma saranno al centro dell'attenzione. le due procure, dopo il "litigi" dello scorso anno sulle competenze, si sono equamente divise i ruoli.

    Al Centro Direzionale del capoluogo campano, i due pm Narducci e Beatrice, ripercorreranno, insieme a 54 indagati (48 solo a Napoli e 6 a Roma) e più di mille testimoni, gli ultimi dodici anni della storia dei campionati. Sul banco degli imputati la ormai famosa triade (Moggi, Giraudo e Bettega) e almeno due stagioni, come si legge negli atti "da evidenza giudiziaria". Il torneo 1999-2000, quello vinto dalla Lazio di Cragnotti, ma con due partite della Vecchia Signora che hanno e faranno discutere in aula, quelle contro Parma e Perugia. Ma non solo, anche quello del 2004-2005, vinto dalla Juventus di Capello ha segnate con il circolino rosso ben trentanove gare. Dodici anni, quindi, finendo anche alle ultime scoperte: le schede telefoniche che Luciano Moggi avrebbe dato agli arbitri fino all'aprile del 2006 e, guarda caso, proprio di quella stagione sei arbitri sono oggi indagati, quattro dei quali in possesso delle suddette schede. Ma non solo, all'appello mancano da giudicare alcune iscrizioni falsate alla Covisoc e dei controlli antidoping "mancati". Insomma, non si escludono ulteriori colpi di scena, come ad esempio una richiesta di revisione delle sentenze sportive il che significherebbe che la calciopoli dello scorso anno sarebbe stata solo una falsa partenza e che bisognerebbe ricominciare daccapo.

    A Roma, invece, inizia il processo alla Gea World, accusata di aver distorto il mercato calcistico negli ultimi anni con pratiche ai limiti e ben oltre la legalità. Anche in questo caso è legato il nome di Moggi, ma a doppio filo visto che a capo della Gea c'era Alessandro, il figlio di Big Luciano. I pm romani Palamara e Palaia vogliono dimostrare che la maggior parte dei campionati sono stati falsati a monte visto che la Gea aveva in mano il monopolio dei giocatori, specialmente della Juventus. I due sostituti andranno poi alla caccia del famoso "tesoro" di Luciano Moggi che, secondo indiscrezioni proprio arrivate alle orecchie dei pm, sarebbe di 150 milioni di euro e chiuso nelle casseforti dello Ior, la banca vaticana.

    MOGGI,PAPARESTA.........

    di kingsun1 (03/07/2007 - 18:30)

    Papà Paparesta: mia la scheda di Moggi

    Tuesday, 03 July 07, 05:12 AM

    Bari_Non era Gianluca Paparesta a utilizzare la scheda svizzera che-secondo l'accusa-sarebbe stata distribuita da Moggi a molti arbitri. Bensì suo padre Romeo, ex fischietto di serie A e dirigente AIA. A raccontarlo ai magistrati napoletani è stato prprio l'internazionale barese nel lungo interrogatorio di inizio giugno il cui verbale è stato secretato. Per dimostrare agli investigatori che non si trattava soltanto di un tentativo maldestro di salvarsi la faccia, Paparesta jr avrebbe portato ai giudici le prove di quello che stava sostenendo: quella utenza aveva registrato chiamate anche mentre lui era in campo. Quando evidentemente, non poteva rispondere. Suo padre Romeo, inoltre, quasi come fosse una confessione, poche settimane prima aveva presentato una lettera di dimissioni all'AIA dopo quarant'anni di carriera. Due righe senza alcuna motivazione. I Paparesta non vogliono parlare-c'è il segreto istruttorio-- ripete Gianluca. E' evidente però che nella decisione dei magistrati napoletani c'è tutta la sua carriera: se decideranno di non credere alla sua versione, puntando sul rinvio a giudizio (la decisione si attende entro i prossimi giorni), difficilmente potrà tornare ad arbitrare. In caso di un'archiviazione, invece, sarà tutto più semplice. Intorno all'interrogatorio di Paparesta gira molto di più. Collaborare coi giudici e soprattutto ammettere che quelle schede esistevano per davvero, significa confermare tutto l'impianto accusatorio della Procura. E affossare definitivamente, di fatto, la posizione di Moggi e di molti tra arbitri ed ex arbitri coinvolti nell'inchiesta Calciopoli.

    Giuliano Foschini, La Repubblica, pag. 57, 03-07-2007

    A fatica, ma con estrema decisione, la nuova dirigenza juventina assieme alla proprietà giorno dopo giorno continuano a prendere le distanze dalla vecchia dirigenza. Lo testimoniano le stesse parole del giovane rampollo di casa Fiat, John Elkann. In un’in

    di kingsun1 (03/07/2007 - 17:12)

    A fatica, ma con estrema decisione, la nuova dirigenza juventina assieme alla proprietà giorno dopo giorno continuano a prendere le distanze dalla vecchia dirigenza. Lo testimoniano le stesse parole del giovane rampollo di casa Fiat, John Elkann. In un’intervista dichiara: “le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c’erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive”. Parole che dimostrano, a differenza di certi tifosi, l’onestà intellettuale di Elkann. La proprietà dunque ammette che la triade in passato truccava, con la sua fitta rete di contatti e schede telefoniche i campionati di calcio. Stupisce però che i proprietari si dicano all’oscuro di tutto, mah! Nell’intervista non risparmia ne Moggi ne Giraudo tant’ che afferma: “Le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così. Noi puntiamo ad avere un funzionamento sano dell’attività sportiva e nello stesso tempo a tornare in Champions League. Per l’ambizione e per rendere sostenibile il business”. Siamo davanti davvero ad una nuova stagione in casa Juventus? Il calcio italiano se lo augura di vero cuore, intanto a John vanno i miei personali complimenti per la sua sincerità, cosa che dovrebbero avere anche certi tifosi pregni solo d’odio verso gli avversari.

    Archivio Luglio 2007